Malagrotta, Palma: “Commissario garantisca sicurezza area industriale”
“Dopo aver letto le dichiarazioni di alcuni cittadini sui social ieri mattina ho inviato un esposto per sapere se rispetto ad alcuni eventi – un forte boato nella notte verso le 24 da Maccarese a Pisana – ci siano aspetti scatenanti all’interno degli impianti industriali di Malagrotta”.
“Peraltro quanto letto recentemente sui quotidiani relativamente ai licenziamenti in corso di personale non crea le migliori condizioni di serenità. Nell’esposto inviato oggi via pec e nella interrogazione che protocollerò lunedì prossimo in consiglio chiedo, ho rinnovato la richiesta già rappresentata dopo il primo ed il secondo incendio del TMB, se rispetto al Decreto SEVESO III ci siano state novità a tutela della cittadinanza rispetto ai rischi industriali a cui quel tipo di realtà è evidentemente sottoposta”.
“Con gli operai specializzati in ferie forzate il rischio è quello di non avere un controllo sul percolato e sui gas che si sprigionano dalla fermentazione dei rifiuti stipati a Malagrotta ed anche il recente allarme lanciato dalle organizzazioni sindacali, non lasciano presagire nulla di buono. Il rischio dell’ultimo mese senza l’attività è quello di non avere un controllo sul percolato e sui gas che si sprigionano dalla fermentazione dei rifiuti stipati a Malagrotta e la notizia di queste ultime ore alimenta grandi timori sull’attuale controllo e gestione della situazione. Da qui la mia richiesta relativa alla verifica se presso lo stabilimento industriale rispetto al boato recepito nella notte dalla cittadinanza ci fosse stato qualche evento che possa aver riguardo l’impianto industriale e problemi su fuoriuscite di percolato”.
“Nell’esposto cito anche la struttura del Commissario unico per realizzazione degli interventi gestita dal Generale B.CC. Giuseppe Vadalà, Arpa compresa, poiché il problema potrebbe essere stato alimentato da una possibile fuoriuscita di percolato da un vascone di contenimento e dalle postazioni di accumulo in prossimità ai generatori di biogas. Collegando l’evento del boato alla necessità di dover drenare i gas che si formano naturalmente per l’azione dei batteri anaerobici nella profondità del cumulo dei rifiuti, si possono venire a formare delle bolle di pressione di biogas che cercando di uscire verso l’alto potrebbero vincere il declivio naturale dell’accumulo dei rifiuti creando delle potenziali frane fuori controllo. Inoltre il biogas, costituito principalmente da metano, anidride carbonica ed idrogeno solforato , risulta essere un eccellente inquinante atmosferico anche per il buco dell’ozono “.
“Fino a questo momento l’unico ad avermi risposto è stato il commissario dr Palumbo il quale ribadisce che <nessun boato sarebbe stato prodotto all’interno del ramo di azienda relativo agli impianti di trattamenti rifiuti denominato TMB1, unico settore attualmente nella gestione dell’Amministratore Giudiziario> evidenziando la responsabilità in capo al Commissario unico Generale Vadalà. Di fatto, in questo preciso momento, al fine di garantire il massimo livello della sicurezza ho chiesto di vedere applicata la normativa prevista a tutela della sicurezza dei lavoratori e dei cittadini presenti nelle aree che potrebbero essere oggetto delle conseguenze di un evento industriale di proporzioni inimmaginabili Del resto anche a a causa del personale mandato in ferie forzate da marzo per il personale tecnico di fatto avrebbero potuto alimentare criticità legate a mancato interventi di natura ordinaria e gestionale. Ritengo che già dalle prossime ore avremo ulteriori atti su cui lavorare e di cui chiedere conto”.
Così in una nota il consigliere Marco Palma vice pres del cons RMXI
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